Dinamiche Morfologiche ed embrionali (di Jaap van der Wal)
"Dobbiamo usare l’oscurità per far vedere la luce
J. W. Goethe1"

FIG. 4.9 - In questi disegni sono raffigurate le direzioni fondamentali che i quattro regni naturali hanno in relazione allo spazio.
Queste sono, rispettivamente: Centro e periferia; Esterno e interno; Direzione fuori dal sé; a. Cristallo; b. Pianta; c. Animale; d. Essere umano; Osservate l’inversione della direzione e la polarità
tra vegetale e animale. Tratto da O. J. Hartmann2
La nostra natura minerale
La Figura 4.10 rappresenta lo sviluppo embrionale nella prima settimana. Il quarto disegno della riga in alto raffigura lo stadio di morula che in circostanze normali si raggiunge verso il terzo giorno dopo il concepimento.
L’ultimo disegno (in basso a destra) rappresenta la situazione proprio prima o dopo l’ annidamento o impianto dell’uovo. Questo è lo stadio di blastula. Tutto ciò avviene durante la prima settimana dello sviluppo umano.
E’ molto importante rendersi conto che gli ultimi due disegni non sono in scala coi primi quattro; sono notevolmente ingranditi. In realtà, durante tutta la prima settimana non c’è un aumento di massa o di volume. E’ tipico di questa prima fase che tutte le divisioni cellulari si svolgono nell’accumulo di citoplasma fornito dallo zigote (cellula uovo fecondata). Questo viene espresso con la parola scissione, che talvolta viene usata al posto di segmentazione/divisione.
| MINERALE | VEGETALE | ANIMALE | ESSERE UMANO |
|---|---|---|---|
| Morto (corpo) | vita | anima | spirito |
| si accresce (=si accumula, si assembla) |
Si sviluppa all’esterno |
Cresce interiormente |
Ha origine da (oltre) |
| ………… | Estensione (esterno) | Contenuto (interno) |
………… |
| Si conserva | Si forma | Si percepisce | Si conosce |
Esercizio n.11
La tabella qui sopra contiene parole chiave relative ai quattro regni della natura. In parte sono tratte da questo testo, e in parte s’ispirano all’opera di O. J. Hartmann e di L. F. C. Mees. Scendendo, essi cercano di caratterizzare rispettivamente la gestualità e la dinamica del corpo fisico, del corpo etereo, del corpo astrale e dell’Io. Cercate di percepire le indicazioni e inoltre unitele sia orizzontalmente sia verticalmente.
Se ritorniamo per un momento alla tabella coi disegni di Hartmann della Figura 4.9, possiamo dire che la morula mostra il movimento del “cristallo”; ha una caratteristica minerale in ciò che è come un punto nello spazio, una particella che si ripete. La succitata “maturazione” è una ripetizione nello spazio della stessa cosa. Vediamo la stessa dinamica nello zigote quando si divide in segmenti uguali, anche se in senso contrario, per così dire.
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La nostra natura vegetale
Dopo la fase della prima settimana, l’unità dello zigote si è trasformata in una dualità: l’embrioblasto all’interno e il trofoblasto fuori. Sarebbe meglio parlare di un centro e di una periferia per l’embrioblasto e il trofoblasto. (…) L’embrione della seconda settimana si sforza di espandersi verso l’esterno, si estende oltre, perde la compattezza della morula e inoltre comincia a svilupparsi nel modo che siamo abituati a osservare negli esseri viventi; c’è un aumento di volume e anche del metabolismo! (…) Ritornando alla tabella di Hartmann nella Fig. 4.9, la dinamica può essere chiara; quest’embrione mostra le caratteristiche del movimento vegetale, che è un movimento più verso l’esterno. Questo si potrebbe definire “l’essere umano esteriore”. Una conclusione come quest’ultima si rivela solo quando si adotta l’approccio fenomenologico. Possiamo descrivere il modo in cui le piante si manifestano pienamente al mondo intorno a loro; si offrono e si espandono, poiché hanno ben poche possibilità di emanciparsi dal loro ambiente.
Lo dimostra la loro morfologia: le radici si estendono e si aprono completamente alla terra, mentre le foglie e i fiori fanno lo stesso verso l’atmosfera, verso l’aria, la luce e il calore. Le piante sono così aperte che sono anche sostanzialmente indifese e completamente abbandonate alle influenze dall’esterno.

FIG. 4.12 - Embrione umano di due settimane. Si osservi che questa figura è in scala più piccola della figura 4.11. A: cavità amniotica; Y: sacco vitellino; G: disco embrionale; C: cavità corionica; B; peduncolo corporeo; M: mesoderma
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La nostra natura animale
Ancora una volta lo sviluppo embrionale si avvicina a un momento decisivo. (…) Il disco embrionale è ancora piatto, ma c’è una differenza cruciale; fra l’ectoderma e l’endoderma – i suddetti due epiteli, una combinazione che Blechschmidt chiama Grenzgewebe, tessuto di confine – compare uno strato intermedio, il mesoderma intra-embrionale. Blechschmidt lo definisce come un tessuto interno, Innengewebe. Il mesoderma non è un’area di confine, non è un epitelio, ma è un tessuto con una terza dimensione; crea spazio e contemporaneamente collega. Quindi si potrebbe dire che il disco embrionale trilaminare, al contrario del disco embrionale bilaminare, ha ora il nuovo elemento del “contenuto”. (…)
All’inizio della terza settimana, all’interno di questo mesoderma extra – embrionale nascono le prime isole sanguigne e i primi vasi sanguigni (capillari). La formazione dei vasi sanguigni e del sangue è proprio la prima differenziazione funzionale del mesoderma. In questo sistema molto primitivo di vasi sanguigni ha inizio una timida circolazione, che trova la sua “origine” nei processi metabolici della periferia dell’embrione, il trofoblasto (ectocisto). (…) Nell’embrione si ha un’altra inversione di direzione. Finora la crescita era prevalentemente rivolta all’esterno; a questo punto vediamo un primo indizio della “circolazione” che va in un verso differente. Il sangue scorre dalla periferia metabolica del trofoblasto a un punto centrale, dove si ferma. Quando è giunto a questo punto centrale, che si trova in direzione craniale nel disco germinativo, il flusso di sangue torna indietro, rifluendo lungo altri capillari alla periferia del trofoblasto, dove ritorna ai processi metabolici come tessuto liquido. Questo punto d’inversione, in cui il flusso si arresta, cambia direzione e acquista un carattere ritmico, è il primo segno dell’origine del cuore; qui nasce nell’embrione il primo, vero centro, che è diverso dal centro quasi virtuale, simile a un punto della seconda settimana intorno a cui girava tutto. Al contrario, questo è un vero centro anatomico, che si colloca la periferia del corpo esterno; è il cuore. Il cuore nasce dalla circolazione del sangue! (…)
Sotto ogni aspetto, l’origine del cuore segna una svolta della dinamica all’interno dell’embrione. Come “pronosticato” in precedenza, la dinamica dello sviluppo diventa piuttosto quella degli animali; ora la direzione va dall’esterno all’interno, dalla periferia al centro; si è formato un mondo interno in contrasto col mondo esterno.
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Ancor più cose sulla natura animale, l’emancipazione e l’ individuazione
Il processo di delaminazione, noto anche come “di ripiegamento” si ha durante la terza, ma in particolar modo la quarta settimana di sviluppo dell’embrione umano. Curiosamente, i Tedeschi definiscono questo stesso processo Abfaltung (azione di schiudersi). Dal punto di vista dell’emancipazione, questo processo di ripiegamento, caratterizzato da movimenti curvi, segna un miglioramento eloquente. Il piatto disco embrionale trilaminare si ripiega in un embrione di forma alquanto cilindrica, per cui le pieghe vi si arrotolano intorno. In senso ventrolaterale , l’ectoderma – e con esso la cavità amniotica, collocata inizialmente in posizione dorsale – si espande immensamente in relazione al sacco vitellino situato in posizione ventrale col suo endoderma collegato (vedi la Figura 4.15). A prescindere da questo cosiddetto ripiegamento trasversale, c’è il ripiegamento longitudinale in senso caudale (vedi la Figura 4.16). Ora, con l’emersione dell’embrione dal piano bidimensionale (delaminazione significa “uscire dal piano”), possiamo parlare di un esterno vero, spaziale e di un interno in senso anatomico. (…)
Il movimento che l’embrione compie qui è un’ ulteriore continuazione del movimento che contraddistingue la svolta del diciassettesimo giorno.
Qui il movimento animale/astrale viene ulteriormente perfezionato; l’embrione si emancipa ancor più dalla periferia.
È importante capire che questi sono movimenti di crescita, non movimenti dei muscoli. E’ coinvolto il processo formativo di tutto il corpo; è la somatogenesi. Un movimento come questo è un presupposto fondamentale per formare un corpo umano.
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Cosa c’è dopo
Bisogna fare un passo in più per completare la dinamica del processo embrionale. Questa quarta fase riguarda il passaggio da animale a umano. (…) In precedenza, nei nostri dibattiti, abbiamo visto come l’emancipazione animale (astrale) consente la contemporanea emersione della consapevolezza. Creando un mondo interno in contrasto col mondo circostante, si presenta l’eventualità di una consapevolezza: ora è possibile percepire il mondo esterno. E’ facile supporlo!
La condizione per avere questa consapevolezza e per percepirla è la separazione; una cosa analoga si può osservare nella dinamica e nella morfologia dell’embrione che abbiamo studiato. Nella Figura 4.9, Hartmann indica come l’essere umano intraprende una svolta fondamentalmente nuova. Si potrebbe descrivere il nuovo orientamento come trovare un nuovo punto d’osservazione verso il proprio mondo interno, cioè tutte le proprie esperienze e le proprie sensazioni. Qui la parola punto d’osservazione si potrebbe prendere quasi alla lettera. 
FIG. d - grafico di Hartmann
Di qui il punto al centro dello schema umano nel grafico di Hartmann (vedi anche la figura d). Possiamo fare l’esperienza in noi stessi di un centro che è cosciente del fatto che siamo esseri con una consapevolezza.
Sommario
- Introduzione
- 4.1 Una “lente di riduzione” come strumento di osservazione
- 4.2 Da due a uno le polarità nel concepimento
- 4.2.1 Polarità e contrasto
- 4.2.2 Polarità e rovesciamento
- 4.2.3 Conclusione – polarità e unità
- 4.2.4 Maggiori polarità nel concepimento
- 4.3 Uno più uno fa tre – il centro
- 4.3.1 Le polarità nello scheletro umano
- 4.3.2 Le polarità che si uniscono – la lemniscata
- 4.4 Il centro come luogo d’incontro e d’interazione
- 4.4.1 Le costole
- 4.4.2 La colonna vertebrale
- 4.4.3 L’unità della costola e della vertebra
- 4.4.4 Il concetto di Steigerung
- 4.5 Il ritmo come caratteristica del centro – ritmo e vita
- 4.6 Rendere visibile il centro invisibile
- Intervallo: Il concepimento visto come un incontro nel centro
- 4.7 La triplice percezione
- 4.7.1 Introduzione
- 4.7. 2 Polo superiore e inferiore
- 4.7.3 I tre livelli della consapevolezza
- 4.8 Le quattro fasi dello sviluppo umano
- 4. 8.1 I quattro regni
- Il regno minerale
- Il regno vegetale
- Il regno animale
- L’essere umano
- 4. 8. 2 La nostra natura minerale
- 4.8.3. La nostra natura vegetale
- 4.8.4. La nostra natura animale
- 4.8.5 L’interpretazione del movimento nell’evoluzione e nello sviluppo dell’embrione
- 4.8.6. Ancor più cose sulla natura animale l’emancipazione e l’ individuazione
- 4.8.7. Cosa c’è dopo?
- 4.8.8 Ultime osservazioni
La versione completa dell’articolo, contenuto nel Dossier Embrio 2005 è acquistabile sul sito www.craniosacrale.it
NOTE E BIBLIOGRAFIA
* In questa sede il dibattito sul vero momento del concepimento viene lasciato aperto. Dopo aver tenuto conto delle opinioni esposte nel resto di questo capitolo, la presupposizione predominante che il concepimento ha luogo nel momento in cui il pronucleo maschile e quello femminile potrebbe presentarsi sotto una luce abbastanza diversa: potrebbe essere necessario riesaminarla completamente.
1) Da J. W. von Goethe, Teoria dei Colori. In quest’opera (1810), il grande scrittore tedesco combatte le teorie di Newton.
2) Bolk, L. Hersenen en Cultuur, 1917, p. 25 [Brains and Culture p. 25] (Dutch NT)